Vittoria hub, primo incubatore Insurtech in Italia, presenta 11 start-up innovative


 

Anna Maria Ciardullo                                                                           

 Gian Franco Baldinotti, CEO di Vittoria hub, spiega in un’intervista i progetti del primo incubatore Insurtech in Italia basato sull’Open Innovation. Accompagnerà 11 start-up innovative dall’idea al go to market

In occasione del lancio di Vittoria hub, l’unico incubatore Insurtech in Italia basato sull’Open Innovation, undici start-up innovative sono state protagoniste della sua prima Call for Ideas (novembre – febbraio 2020).

Le 11 nuove realtà del panorama italiano ed europeo sono state selezionate per partecipare al programma VIA2 (Vittoria Incubation, Adoption & Acceleration) un percorso di crescita che le accompagnerà dall’idea al go to market, per accelerare il loro percorso verso la maturità industriale.

Del progetto ne ha parlato a Money.it Gian Franco Baldinotti, CEO di Vittoria hub e CMO di Vittoria Assicurazioni.

Ci parli delle start-up innovative rappresentate da Vittoria hub. Di cosa si occupano?

Le undici start-up (su 140 candidate) che partecipano al programma VIA2, operano nei quattro ecosistemi che l’incubatore sviluppa.

In “Persona”, troviamo MedEA, una soluzione di teleconsulto e telemedicina in grado di offrire a operatori sanitari e pazienti prestazioni sanitarie poli specialistiche, spostando le informazioni e non le persone; MedicalBox, una piattaforma d’interconnessione tra cittadini e strutture mediche/ospedaliere per la ricerca e l’acquisto di prestazioni sanitarie che consente la gestione autonoma, tramite i kiosk integrati, dalla prenotazione all’accettazione; e VillageCare, start-up a supporto dei caregiver che offre servizi di assistenza e consulenza sia domiciliari che presso RSA.

Nell’ecosistema “Casa” troviamo invece Ernesto, marketplace dedicato ai professionisti del lavoro in casa idraulici, elettricisti, manutentori, imbianchini, muratori e così via.

Per quanto riguarda i progetti relativi alla “Mobilità”, sono stati selezionati HLPY, società di servizi di assistenza motor, che fornisce uberizzazione degli attrezzisti, servizio di presa in carico, fullfillment, controllo qualità e caring interamente digitale, traino e depannage; Maioun, una realtà che utilizza un general ledger blockchain per biciclette con rintraccio tramite IoT e marchiatura e l’AI per riconoscimento foto bici su siti e-commerce; Movalyse, start-up slovena che ha ideato VIGO, un apparato IoT e portale/app SW per il circuito europeo dei Moto Riders che propone una killer app “antifurto”, assistenza incidente, mototurismo e community; e SaveBiking, app interamente dedicata ai ciclisti che registra i tragitti e genera punti in base ai km percorsi convertibili in voucher che offrono sconti assicurativi o su e-commerce bike-friendly.

Infine per “Azienda Connessa” abbiamo CyberAngels, un network di specialisti IT in grado di garantire alle PMI italiane su tutto il territorio nazionale Cyber Risk Assessment in situ 24/7, Remediation Calls in caso di attacco Cyber e Training e Informazione sul tema. Un argomento molto rilevante se si pensa che, secondo uno studio del Governo Inglese, il 60% delle PMI soggette ad un attacco cyber è costretto ad uscire dal mercato entro i 6 mesi successivi dallo stesso.
La volontà è quella d’ideare, in collaborazione con CyberAngels, nuove polizze flessibili per proteggere le Aziende dal rischio, premiando quelle che risultano – dall’assessment iniziale – più virtuose e supportandole, nei prossimi anni, nel processo di miglioramento continuo grazie ai numerosi “angeli” cyber presenti sul territorio.

Opereranno invece su tutti gli ecosistemi Lokky, un broker assicurativo digitale italiano focalizzato sul segmento Poe/Soho (micro-imprese, artigiani, commercianti, professionisti), che grazie ad un algoritmo proprietario di profilazione in tempo reale del cliente, fornisce input per il risk assessment e la personalizzazione del prodotto assicurativo (garanzie, pricing) e IBC, un connubio di competenze in ambito finanziario e tecnologico, per lo sviluppo di progetti innovativi in grado di rivoluzionare gli attuali processi in ambito Regolatorio.

Quali caratteristiche distinguono Vittoria hub dagli altri incubatori presenti sul mercato?

Vittoria hub, a differenza degli altri incubatori presenti sul mercato, non ha obiettivi di ritorno del capitale investito, inteso come valore delle partecipazioni nelle start-up che finanzia, e nemmeno di real estate, ovvero occupazione di spazi a pagamento.

Si tratta di un progetto industriale, che misura il suo successo sul numero di idee incubate e di nuove value proposition. Per spiegare meglio il concetto vorrei effettuare un parallelismo con il Rinascimento Italiano, periodo nel quale i Medici erano banchieri e mecenati.

Perché lo facevano? Non valutavano il ritorno delle loro azioni in base all’IRR o al ROI ma in termini d’immagine, di prestigio, di potere – il loro fine ultimo era il raggiungimento della supremazia (rispetto ai regnanti concorrenti). Le botteghe fiorentine dell’epoca sono da considerarsi come fucine di intellettuali, idee e innovazione.

Un modello altamente funzionale dato che si accoglievano giovani brillanti in ogni disciplina e appartenenti ad ogni ceto sociale, fornendo loro non solo gli strumenti per potersi esprimere ma anche competenze in numerosi ambiti, con lo scopo di espandere i loro orizzonti.

Erano, dunque, l’essenza dell’Open Innovation di allora. Per analogia, Vittoria Assicurazioni è il mecenate, mentre Vittoria hub rappresenta la bottega. Un luogo quest’ultimo dedicato all’incontro e al confronto, dove i nuovi progetti imprenditoriali vengono incubati e accompagnati velocemente alla maturità, affinché Vittoria Assicurazioni possa presentarli al mercato e vincere la partita della competitività.

Ora come si evolverà il percorso di crescita di queste aziende?

Attraverso tre percorsi (Incubazione, Adozione, Accelerazione) il cui accesso è soggetto ad una graduatoria di merito redatta da parte del Comitato Tecnico di Selezione di Vittoria hub, ogni start-up avrà l’opportunità di ottenere condizioni favorevoli di Financing e premi incrementali fino a 60.000€.

Sono poi svariate le modalità attraverso le quali le realtà potrebbero integrarsi con la compagnia. Ad esempio, contribuendo allo sviluppo di una nuova offerta; diventando intermediari e distribuendo i prodotti assicurativi ideati congiuntamente, oppure affidandosi ai nostri intermediari. E ancora, potrebbero innovare non solo il processo di distribuzione ma anche quello di gestione della liquidazione del danno, sostituendo al rimborso la prestazione di rimedio del danno stesso.

Ogni start-up dovrà, nel corso della fase di Incubazione, scegliere quale sarà il primo modello di integrazione che vorrà adottare, definire il MVP (Minimum Viable Product) di tale integrazione, stilare ed eseguire un piano operativo che permetta loro di realizzare il POC (Proof Of Concept) che sarà oggetto della fase di adozione. Se, al termine di questa fase, il POC sarà valido, si passerà quindi all’accelerazione. Al termine di ogni fase, inoltre, le start-up partecipano ad un investor day, durante il quale avranno modo di dimostrare il livello di maturazione del loro business model.

Quali sono i trend del settore insurtech da tenere d’occhio?

Ritengo che i trend si possano classificare come segue:

• Nuovi processi data driven, in cui le tecnologie (data science, predictive e prescriptive analitycs, AI e Robot Process Automation) vengono messe al servizio dell’innovazione di processo, in campo marketing, commerciale, gestione del portafoglio, liquidazione del danno e fraud detection;

• Nuove forme assicurative basate su modelli attuariali stocastici, abilitati da AI e IOT, quali instant Insurance, pay per use e pay how use;

• Nuovi mercati, intesi come nuovi oggetti assicurabili, abilitati da General Ledger e IOT;

Sviluppo di ecosistemi, ovvero sistemi integrati di servizi costruiti attorno al cliente ed al prodotto assicurato.

In Vittoria crediamo che la vera competizione non risieda nell’innovazione di processo bensì in quella di prodotto. La tecnica assicurativa insegna, inoltre, che le assicurazioni dettate dalla domanda sono sempre in “antiselezione” per questa motivazione non vogliamo adottare modelli opportunistici – come l’instant insurance. Abbiamo invece scelto di sviluppare gli ultimi due punti, quindi ecosistemi di servizi al cliente e nuovi mercati.

Come immagina il cliente assicurativo del futuro?

Essendo profondamente consapevole anche delle forti e mutevoli dinamiche che modellano l’attuale mercato, Vittoria Assicurazioni ha voluto investire nel campo dell’innovazione come leva fondamentale per la crescita del comparto assicurativo.

Sino ad oggi la trasformazione digitale si è focalizzata sull’evoluzione di soluzioni atte alla semplificazione dei processi, ma tale progresso da solo non è sufficiente. È necessario innovare anche l’offerta assicurativa per garantire un domani più sostenibile a consumatori, distributori e a tutti i partner strategici che permettono alla compagnia di operare.

Al fine di supportare tale avanzamento, Vittoria hub si è posta uno scopo ben definito per il futuro: creare un’assicurazione basata sul concetto di ecosistema – da sviluppare in quattro aree: Persona (Health & Wealth), Casa, Mobilità e Azienda Connessa. Una nozione che implica un insieme integrato e ben orchestrato di servizi e tecnologie per offrire ai consumatori prevenzione, assistenza e pronto intervento, rimedio e monitoraggio.

Le assicurazioni tradizionali verranno dunque arricchite con soluzioni più innovative, come, ad esempio: instant insurance, insurance on demand, pay per event/use, subscription insurance, che consentiranno al cliente di avere accesso a qualsiasi servizio in ogni momento, secondo le proprie esigenze.