RC auto copre anche il danno al veicolo fermo in un parcheggio


 

Corte giustizia Unione Europea, sez. VI, sentenza 15/11/2018 n° C‑648/17

Di Marcella Ferrari- Professionista/Avvocato

La situazione in cui il passeggero di un veicolo fermo in un parcheggio, nell’aprire la portiera, abbia urtato e danneggiato la macchina posteggiata accanto ad esso rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli». Infatti, la circostanza che il sinistro sia dipeso dalla condotta del passeggero (e non da un’azione del conducente) non preclude che l’uso del veicolo rientri nella sua funzione di mezzo di trasporto e, di conseguenza, nella nozione di «circolazione dei veicoli» di cui alla normativa comunitaria. Infatti, la ratio della disciplina in materia di responsabilità civile automobilistica risiede da una parte nel garantire la libera circolazione dei veicoli e dall’altra nel tutelare le vittime degli incidenti causati da tali veicoli.

Così ha deciso la Corte di Giustizia UE con la sentenza del 15 novembre 2018, C-648/17.

La vicenda
Il passeggero di un’auto posteggiata, aprendo la portiera, danneggiava una macchina vicina. La compagnia assicuratrice del veicolo danneggiato risarciva il proprietario ed agiva contro l’assicurazione del danneggiante. Quest’ultima rifiutava di corrispondere il risarcimento sull’assunto che il sinistro non fosse coperto dalla RCA obbligatoria, giacché si era verificato ad auto ferma. Il giudice nazionale opera un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia e solleva due questioni:

se la nozione di “circolazione dei veicoli” comprenda una situazione come l’apertura delle portiere di un veicolo in sosta;
in caso affermativo, se la nozione di “circolazione di veicoli” includa la situazione in cui un danno ad un bene di proprietà di terzi viene cagionato dall’utilizzo del veicolo da parte di un passeggero.
Vediamo cosa hanno deciso i giudici europei.

Il quadro normativo
Prima di analizzare il decisum, come sempre, ricordiamo i riferimenti normativi che vengono in rilievo nel caso di specie. Attualmente, in ambito di “assicurazione sulla responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli ed il controllo dell’obbligo di assicurazione”, è in vigore la direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. La suddetta direttiva ha abrogato:

  • la prima direttiva 72/166/CEE;
  • la seconda direttiva 84/5/CEE,

ambedue concernenti il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli. In particolare, il rinvio pregiudiziale riguarda l’interpretazione dell’art. 3 paragrafo 1 della prima direttiva laddove recita: “Ogni Stato membro adotta tutte le misure necessarie […] affinché la responsabilità civile relativa alla circolazione dei veicoli che stazionano abitualmente nel suo territorio sia coperta da un’assicurazione. I danni coperti e le modalità dell’assicurazione sono determinati nell’ambito di tali misure”. Viene in rilievo anche l’art. 2 paragrafo 1 della seconda direttiva ove si stabiliva che: “Ciascuno Stato membro prende le misure necessarie affinché qualsiasi disposizione legale o clausola contrattuale contenuta in un contratto di assicurazione rilasciato conformemente all’articolo 3, paragrafo 1, della [prima direttiva], che escluda dall’assicurazione l’utilizzo o la guida di autoveicoli da parte:

  • di persone non aventi l’autorizzazione esplicita o implicita o
  • di persone non titolari di una patente di guida che consenta loro di guidare l’autoveicolo in questione o
  • di persone che non si sono conformate agli obblighi di legge di ordine tecnico concernenti le condizioni e la sicurezza del veicolo in questione,
  • sia considerata, per l’applicazione dell’articolo 3, paragrafo 1, della [prima direttiva], senza effetto per quanto riguarda l’azione dei terzi vittime di un sinistro”.

Nel caso oggetto di scrutinio, le succitate direttive sono applicabili ratione temporis, benché abrogate. In ogni caso, l’art. 3 paragrafo 1 della prima direttiva è ripreso pedissequamente dalla direttiva 2009/103/CE, parimenti dicasi per l’art. 2 paragrafo 1 della seconda direttiva (rispettivamente artt. 3 e 13 direttiva 2009/103/CE). La decisione in commento, pertanto, assume rilievo anche sotto la vigenza della “nuova” normativa, sostitutiva della precedente.

La prima questione: veicolo danneggiante fermo
I giudici devono stabilire se rientri nella nozione di “circolazione dei veicoli” il danno provocato dall’apertura della portiera di un’auto posteggiata. In primis, la Corte di Giustizia ricorda come il concetto di circolazione, a cui allude la prima direttiva, rientri nel diritto dell’Unione e vada interpretato in considerazione del contesto della disposizione, della finalità della normativa ed in conformità alla giurisprudenza della Corte. Orbene, la ratio della disciplina comunitaria in materia di responsabilità civile automobilistica è duplice:

a) da un lato intende assicurare la libera circolazione dei veicoli che stazionano nel territorio dell’Unione e delle persone che si trovano a bordo,

b) dall’altro vuole tutelare le vittime degli incidenti causati da tali veicoli, di talché possano beneficiare del medesimo trattamento indipendentemente dal luogo dell’Unione in cui si è verificato il sinistro.

In particolare, l’evoluzione normativa europea dimostra il crescente interesse alla tutela delle vittime dei sinistri stradali, così come la giurisprudenza formatasi in materia (sent. Vnuk C-162/13; sent. Rodrigues De Andrade C-514/16). In virtù di quanto sopra, la Corte ritiene che la nozione di circolazione di veicoli, di cui alla prima direttiva, comprenda qualsiasi uso del mezzo che sia conforme al suo utilizzo abituale e non includa soltanto la circolazione sulla pubblica via. Del resto, i veicoli sono destinati a servire come strumenti di trasporto, pertanto rientra nella nozione di cui sopra qualunque utilizzo dell’auto come mezzo di locomozione. Nella fattispecie concreta, aprire la portiera della macchina costituisce un uso conforme alla sua funzione di mezzo di trasporto; infatti, l’azione di aprire lo sportello consente che le persone salgano e scendano, o permette il carico e lo scarico di beni. La circostanza che ambedue i veicoli fossero fermi risulta del tutto ininfluente; infatti, l’uso del veicolo rientrava comunque nella sua funzione di mezzo di trasporto e, di conseguenza, nella nozione di circolazione dei veicoli di cui alla direttiva. Del resto, l’apertura delle portiere avviene sempre quando il veicolo è in sosta. Infine, la circostanza che le auto si trovassero in un parcheggio è irrilevante atteso che la nozione di circolazione prescinde dal terreno su cui si trovano i mezzi.

La seconda questione: danno provocato dal passeggero
Nel caso in esame, il sinistro è stato provocato dal passeggero del veicolo e non dal conducente. La prima direttiva stabilisce che la responsabilità civile relativa alla circolazione dei veicoli deve essere coperta dall’assicurazione. Secondo i giudici, la normativa non limita la copertura assicurativa ad una particolare categoria di persone come, ad esempio, il conducente. Al contrario, la seconda direttiva fa riferimento “al conducente o a qualsiasi altra persona la cui responsabilità sia sorta a causa di un sinistro e sia coperta dall’assicurazione”; pertanto la copertura riguarda non solo la responsabilità derivante dalla guida dei veicoli, ma anche dall’uso da parte di persone diverse dal conducente. Inoltre, la prima direttiva fa riferimento a “qualsiasi uso” del veicolo conforme alla sua funzione abituale; l’utilizzo dei veicoli non è limitato alla loro guida, ma include azioni normalmente effettuate dai passeggeri, come aprire gli sportelli. La Corte ricorda che la disciplina europea in tema di responsabilità civile automobilistica «osta a che l’obbligo in capo all’assicuratore di risarcire la vittima di un incidente stradale che coinvolge un veicolo assicurato sia escluso allorché tale sinistro sia stato causato da una persona che non sia il soggetto indicato nella polizza assicurativa» (sent. Churchill Insurance Company Limited e Evans, C‑442/10).

Conclusioni
Secondo il percorso argomentativo seguito dalla Corte di Giustizia, la circostanza che il sinistro sia dipeso dalla condotta del passeggero (e non da un’azione del conducente) non preclude che l’uso di detto veicolo possa rientrare nella sua funzione di mezzo di trasporto e, di conseguenza, nella nozione di «circolazione dei veicoli» di cui alla prima direttiva (art. 3, paragrafo 1). La normativa di cui trattasi, quindi, deve essere interpretata nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli» una situazione in cui il passeggero di un veicolo fermo in un parcheggio, nell’aprire la portiera del suddetto veicolo, abbia urtato e danneggiato il veicolo parcheggiato accanto ad esso.