Multa per chi usa il cellulare da fermo al semaforo


 

Per la Cassazione permane il divieto di fare uso di apparecchi radiotelefonici anche durante l’interruzione di marcia del veicolo dovuta a esigenze della circolazione

Multa per uso del cellulare fermi all’incrocio
Il divieto di utilizzare i dispositivi elettronici alla guida permane anche durante l’interruzione di marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione. Scatta dunque la sanzione nei confronti del conducente che utilizza lo smartphone, senza auricolari o vivavoce, nonostante sia fermo al semaforo. Sarebbe irragionevole consentire l’utilizzo dei dispositivi in una tale situazione di pericolosità in cui il veicolo deve liberare l’intersezione il prima possibile dopo aver concesso la precedenza.

Prova della marcia del veicolo
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, seconda sezione civile, nell’ordinanza n. 23331/2020 (sotto allegata) respingendo il ricorso del conducente multato, ex art. 173, comma 2, del Codice della Strada per l’uso del telefono cellulare durante la guida.

La sanzione per tale violazione era stata confermata sia in prime che in seconde cure. In Cassazione, il ricorrente sostiene non vi fosse prova della situazione di marcia del veicolo, in quanto si era fatto riferimento alla sola guida che, ai sensi dell’articolo 157 Codice della Strada, non può essere equiparata alla situazione di marcia.

Secondo gli Ermellini, invece, la sentenza impugnata risulta correttamente motivata nella parte in cui afferma che il verbale fa piena prova fino a querela di falso circa il fatto che la vettura era in movimento e la censura del ricorrente non si confronta con tale affermazione.

Prova della marcia del veicolo
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, seconda sezione civile, nell’ordinanza n. 23331/2020 (sotto allegata) respingendo il ricorso del conducente multato, ex art. 173, comma 2, del Codice della Strada per l’uso del telefono cellulare durante la guida.

La sanzione per tale violazione era stata confermata sia in prime che in seconde cure. In Cassazione, il ricorrente sostiene non vi fosse prova della situazione di marcia del veicolo, in quanto si era fatto riferimento alla sola guida che, ai sensi dell’articolo 157 Codice della Strada, non può essere equiparata alla situazione di marcia.

Secondo gli Ermellini, invece, la sentenza impugnata risulta correttamente motivata nella parte in cui afferma che il verbale fa piena prova fino a querela di falso circa il fatto che la vettura era in movimento e la censura del ricorrente non si confronta con tale affermazione.

Fonte: (www.StudioCataldi.it)