INNOVAZIONE DIGITALE: L’ANIA CHIEDE UN QUADRO REGOLAMENTARE NEUTRALE


Il presidente Maria Bianca Farina in audizione alla Camera: «Mantenendo fermo il primario obiettivo di tutela del consumatore, le regole dovrebbero favorire l’innovazione garantendo parità di condizioni di esercizio per tutti gli operatori del settore».

 

«Il miglior modo per supportare l’innovazione su scala europea e nazionale? Assicurare che l’esistente quadro regolamentare sia “digital-friendly”, tecnologicamente neutrale (né incoraggiare, né scoraggiare l’innovazione finanziaria e la digitalizzazione) e sufficientemente flessibile in modo da essere facilmente adattabile all’era digitale». A sostenerlo è Maria Bianca Farina (foto a lato), presidente dell’Ania, che mercoledì scorso è intervenuta in audizione presso la sesta commissione (Finanze) della Camera dei deputati, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle tematiche relative all’impatto della tecnologia finanziaria sul settore finanziario, creditizio e assicurativo.

Farina, nel suo intervento, ha toccato, in particolare, tre aspetti con riferimento all’insurtech, inteso come l’applicazione delle tecnologie digitali nell’industria assicurativa: i cambiamenti che l’innovazione tecnologica sta producendo nel mercato delle assicurazioni e le strategie che gli operatori stanno seguendo per rispondere alle sfide del futuro; l’importanza della regolamentazione in presenza di un intenso progresso tecnologico; il ruolo delle imprese di assicurazione come investitori istituzionali.

Proprio a proposito della regolamentazione, Farina ha sottolineato come, «mantenendo fermo il primario obiettivo di tutela del consumatore», questa debba «favorire l’innovazione garantendo parità di condizioni di esercizio per tutti gli operatori del settore».

Diverse autorità, non solo in Europa, hanno recentemente adottato una serie di iniziative che mirano a promuovere l’innovazione finanziaria nelle loro rispettive giurisdizioni, ha fatto presente Farina. Fra queste rientrano Innovation Hub («i regolatori offrono assistenza ad hoc alle imprese che non sono abituate alla regolamentazione finanziaria e/o che hanno dubbi sull’applicazione della normativa alla loro attività»), Sandbox regolamentari («ambiente controllato per testare innovazioni finanziarie che rispondono a criteri predefiniti. Tipicamente, le Sandbox riducono le barriere per fare prove all’interno di un quadro regolamentare esistente, assicurando a tutti i partecipanti, imprese e clienti, una protezione adeguata. Se, dopo il periodo di prova, l’impresa vuole offrire i propri servizi a un mercato più ampio, deve conformarsi al quadro regolamentare esistente applicabile a quel tipo di attività») e partnership pubblico-privato («le autorità pubbliche aiutano le entità private, creando un forum per gli operatori tradizionali e le start-up, finalizzato allo scambio di risorse, knowhow e esperienze, e cooperando nel finanziamento e nello sviluppo di soluzioni innovative»).

Si tratta, spiega l’Ania, di iniziative che devono rispettare i principi chiave della vigilanza: neutralità tecnologica, proporzionalità, integrità del mercato, necessità di avere sempre al centro dell’azione del supervisore la protezione del consumatore.

Farina, dopo aver auspicato che non ci siano «inutili barriere alle start-up assicurative con la possibilità di avere accesso al mercato come nuovi soggetti», ha sottolineato l’importanza «che gli assicuratori tradizionali abbiano l’opportunità di sviluppare prodotti innovativi e servizi a beneficio dei clienti, e abbiano accesso agli strumenti della vigilanza a supporto dell’innovazione».

Infine due raccomandazioni: «Regolatori e supervisori dovrebbero essere incoraggiati ad assumere iniziative o creare strumenti a supporto dell’innovazione degli attori del mercato e a beneficio dei consumatori; queste iniziative e strumenti dovrebbero essere a disposizione dei nuovi soggetti/start-up e degli assicuratori tradizionali che stanno sviluppando prodotti innovativi e servizi». (fs)