«I NUOVI RISCHI ASSICURATIVI? GLI ATTACCHI INFORMATICI»


(di Andrea Ducci – Corriere della Sera)

GREG CASE (AON): CYBER RISK, NEGLI STATI UNITI CAUSA 450 MILIARDI DI DOLLARI DI PERDITE. MA LE COMPAGNIE PER ADESSO DISPONGONO SOLO DI 2,5 MILIARDI DI DOLLARI PER COPRIRE I DANNI

I numeri spesso sono spietati. A fronte di ogni dollaro perso a seguito di attacchi informatici la disponibilità assicurativa per riparare al danno ammonta a 0,005 dollari. Un paio di cifre sono sufficienti a restituire l’entità del cyber risk. A riassumerne le dimensioni e le caratteristiche è Greg Case, presidente e amministratore delegato del gigante assicurativo Aon (10,2 miliardi di euro di ricavi e oltre 1,2 miliardi di utile netto nel 2016), in occasione del suo passaggio in Italia. «IL RISCHIO CYBER SI STA ESPANDENDO, AL PUNTO CHE NEL NOSTRO Global Risk Survey, È SALITO DALLA POSIZIONE NUMERO NOVE AL QUINTO POSTO, E NEGLI STATI UNITI SI CLASSIFICA GIÀ COME PRIMO», spiega Case. Intanto, nel Vecchio Continente l’introduzione dal 2018 del Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati contribuirà ad armonizzare le norme sulla privacy dei dati personali, fornendo la cornice normativa per rafforzare la protezione e la riservatezza dei dati. Una novità, insomma, destinata a concorrere nella prevenzione della vulnerabilità informatica delle aziende e delle istituzioni, che già oggi patiscono su scala globale effetti e danni per centinaia di miliardi di dollari. «VORREI SOTTOLINEARE UNA QUESTIONE: L’ANNO SCORSO NEGLI STATI UNITI È STATA REGISTRATA UNA PERDITA DI 450 MILIARDI DI DOLLARI A CAUSA DEL CYBER RISK. IN RISPOSTA A TALE PERDITA IL SETTORE ASSICURATIVO HA AVUTO A DISPOSIZIONE SOLO 2,5 MILIARDI DI DOLLARI PER COPRIRE I DANNI», puntualizza Case, confermando così che per ogni dollaro perduto la copertura disponibile si ferma ben al di sotto di un centesimo di dollaro.

Acquisizioni e rinforzi dall’Fbi

«IL CYBER È UN RISCHIO ENORME E LE ASSICURAZIONI NON SONO ANCORA BEN ORGANIZZATE PER COPRIRLO. È QUI CHE AON VUOLE ENTRARE IN GIOCO, SUPPORTANDO I NOSTRI CLIENTI. NEL 2016 ABBIAMO ACQUISTATO Stroz Friedberg, SOCIETÀ CHE HA GIÀ AFFRONTATO ALCUNI DEI PRINCIPALI CASI CYBER AL MONDO. OLTRE A VALUTARE ALTRE ACQUISIZIONI ABBIAMO APPENA ASSUNTO UN SIGNORE CHE ERA IL CAPO DEL CYBER ALL’INTERNO DELL’FBI», aggiunge Case. L’obiettivo del gruppo è muovere da quei 2,5 miliardi di premi assicurativi e aumentarli di 10-20 volte. A tratteggiare la mutazione in atto nel settore assicurativo e nella gestione dei rischi sono le parole di Carlo Clavarino, che oltre a rivestire il ruolo di presidente e amministratore delegato di Aon Italia è a capo dell’area Europa, Medio Oriente e Africa. «SI TRATTA DI UN SETTORE DOVE SONO CAMBIATI PRIMA DI TUTTO GLI INTERLOCUTORI DEL MERCATO ASSICURATIVO. UNA VOLTA NELLE AZIENDE AD OCCUPARSI DELLA GESTIONE DEI RISCHI ERA IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO, OGGI TOCCA AGLI AMMINISTRATORI DELEGATI», racconta Clavarino. Che aggiunge: «QUESTA NOVITÀ DISCENDE IN BUONA MISURA DAL FATTO CHE È CAMBIATO IL TIPO DI LIVELLO DI RISCHIO. L’INCENDIO O IL DANNO ALLA PROPRIETÀ DI UNO STABILIMENTO INDUSTRIALE SONO DIVENTATI EVENTI PIÙ PREVEDIBILI, GRAZIE ALLA TECNOLOGIA E AI SISTEMI DI SICUREZZA AVANZATI, QUINDI SI CONFIGURANO COME RISCHI DALL’ENTITÀ RELATIVAMENTE CIRCOSCRITTA, RISPETTO AL POTENZIALE DANNO CAUSATO DA UN ATTACCO INFORMATICO O DALLA VIOLAZIONE DI UNA BANCA DATI AZIENDALE. BASTI VEDERE COSA È CAPITATO A British Airways QUALCHE SETTIMANA FA QUANDO SI È VISTA OBBLIGATA A CANCELLARE TUTTI I VOLI DA LONDRA PER UN ATTACCO». Non a caso, gli investimenti di Aon in Europa puntano a sviluppare il mercato, offrendo una gamma di nuovi prodotti assicurativi.

Sviluppo in Italia

Un capitolo a sé vale per l’attività in Italia: dove una lunga serie di bilanci evidenzia crescite costanti e marginalità superiori alla media del gruppo Aon. «NOI OPERIAMO IN 120 PAESI E AON ITALIA È SEMPRE STATO UNO DEI MAGGIORI PERFORMER ALL’INTERNO DELLE NOSTRE GEOGRAFIE. È STATO COSÌ ANCHE NEGLI SCORSI ANNI, QUANDO L’ECONOMIA GLOBALE E LA STESSA ITALIA ERANO SOTTOPOSTE A UN TREMENDO STRESS», precisa Case. All’inizio del 2017 Aon ha ceduto alcune attività non strategiche, incassando circa 5 miliardi di dollari. Una parte di quella liquidità servirà a definire nelle prossime settimane una nuova acquisizione proprio in Italia.