Furto d’auto: risarcimento negato se non si consegnano le due chiavi


Cassazione Civile, sez. III, sentenza 15/07/2016 n° 14422

2chiaveUna clausola subordinava il diritto dell’assicurato all’indennizzo, per furto del veicolo, alla consegna di tutte le chiavi in dotazione e, nella specie, il contraente, avendo smarrito una chiave prima della sottrazione dell’auto, non aveva prontamente denunciato la particolare circostanza. Vistosi negare l’indennizzo, principia un’annosa vicenda giudiziaria che approda fino in Cassazione.

 

“Nello spazio di tempo tra lo smarrimento o il furto di una chiave elettronica e la trasmissione a mezzo fax del certificato di disabilitazione da parte di un’officina […], la copertura assicurativa non è operante”, e “per la liquidazione dovranno essere prodotti alla Società i seguenti documenti […] tutte le chiavi in dotazione originale del veicolo, e quelle eventualmente richieste in aggiunta e/o sostituzione, più gli eventuali certificati di disattivazione”: queste le clausole rispetto alle quali il ricorrente aveva prospettato l’invalidità, in relazione alla disciplina consumeristica.

 

Nei gradi di merito, aveva infatti domandato, previo accertamento dell’invalidità e/o inefficacia dei richiamati articoli delle condizioni generali della polizza, la condanna della compagnia assicuratrice al pagamento dell’indennizzo, pari al valore del veicolo al momento del furto, oltre al risarcimento dei danni derivanti dal mancato utilizzo dell’autovettura rubata nel periodo di vigenza della polizza. Il rigetto veniva motivato aderendo alla tesi dell’assicuratrice circa la non operatività della garanzia in forza delle condizioni generali, che prevedevano la consegna di ambedue le chiavi di accensione del veicolo, mentre, come accennato, il ricorrente, aveva denunciato il furto lo stesso giorno della verificazione, ma ne aveva consegnata solo una, adducendo di non aver potuto consegnare l’altra per smarrimento, denunciato in epoca successiva.

 

La Cassazione, nel rigettare il ricorso, conferma le statuizioni di merito, rilevando la sussistenza dei requisiti per l’applicabilità del Codice del Consumo e, in particolare, che la qualità di “consumatore”, rivestita dal ricorrente, doveva ritenersi pacifica, in quanto connaturata alle stesse caratteristiche del bene assicurato, un’autovettura, mentre non si poteva dubitare della qualità di “professionista” della compagnia assicuratrice. Veniva altresì osservato che una specifica clausola regolava in modo indipendente, dal furto dell’auto, le conseguenze dello smarrimento o del furto della chiave, dando in tal modo la possibilità all’assicurato di tutelarsi in relazione a tali eventi.

 

Per il collegio lo scopo della clausola risulta quello di evitare che si chieda la garanzia per un furto eventualmente agevolato dall’essere, le chiavi, lasciate inserite nella messa in moto del veicolo. La clausola ha solo imposto un obbligo di comportamento in funzione della tenuta di altro comportamento dopo il sinistro, alla stregua del principio di diritto già affermato dalla medesima Corte (Cass. n. 10194/2010): “Qualora le parti del contratto abbiano espressamente subordinato l’operatività della garanzia assicurativa all’adozione, da parte dell’assicurato, di determinate misure di sicurezza, il giudice non può sindacare la loro concreta idoneità ad evitare l’evento dannoso, e quindi – ove l’evento si sia verificato indipendentemente da tale inosservanza – non può giungere alla conclusione per cui, pur a fronte della loro inosservanza, l’assicuratore debba comunque corrispondere l’indennizzo. Dette clausole, infatti, subordinando il diritto dell’assicurato all’indennizzo all’adozione di specifiche misure di difesa del bene protetto, non realizzano una limitazione di responsabilità dell’assicuratore, ma individuano e delimitano l’oggetto stesso del contratto ed il rischio dell’assicuratore stesso”.

 

(Altalex, 27 luglio 2016. Nota di Laura Biarella)