Cosa fare in caso di incidente?


 

Sinistri stradali: obblighi degli automobilisti. Come ottenere il risarcimento dall’assicurazione nel più breve tempo possibile.

Bisogna sempre sapere cosa fare in caso di incidente stradale anche quando non si ha un bisogno contingente. Conoscere in anticipo le regole a cui attenersi nell’ipotesi di un tamponamento, un impatto frontale o uno scontro all’incrocio può servire – qualora mai ve ne dovesse essere la necessità – ad evitare errori gravi. Alcuni di questi, peraltro, possono implicare una responsabilità penale. E siccome, nello shock del momento, non è automatico prendere lo smartphone per scoprire il da farsi, lì bisognerà usare la memoria.

Ti faccio allora questa domanda a mente fredda: sapresti cosa fare in caso di incidente stradale? Conosci tutte le regole imposte dal Codice della strada, dal Codice penale e dalla prudenza? Sono sicuro che alcune di quelle che ti diremo a breve ti sono sconosciute. Ecco perché, se leggerai le seguenti righe – ti garantisco che non ti servirà molto tempo – potrai sapere come trattare con gli altri automobilisti, come ottenere il risarcimento del danno dall’assicurazione e cosa dire alla polizia qualora dovesse intervenire sul luogo del sinistro. Le regole a cui attenerti, peraltro, sono diverse a seconda che dall’incidente siano derivati feriti o solo danni alle auto.

Ma procediamo con ordine.

Cosa fare subito dopo un incidente senza feriti
Se, dopo l’incidente, ti accorgi che nessuno si è fatto male e non ci sono feriti, non hai l’obbligo di chiamare la polizia.

Devi fornire gli estremi della tua assicurazione, ma se non lo fai non commetti reato bensì solo un illecito amministrativo sanzionato dal Codice della strada con una banale multa stradale da 296 a 1.184 euro. Se, però, il danno procurato all’altra auto è grave può scattare anche l’obbligo di sottoporre a revisione l’auto e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Se, quindi, scappi dopo aver tamponato un’altra auto o rotto uno specchietto retrovisore e non ci sono danni a persone, non commetti reato. Allo stesso modo, se è l’altro automobilista a darsi alla fuga dopo averti graffiato l’auto (magari uscendo da un parcheggio) non puoi denunciarlo.

Subito dopo l’incidente devi liberare al più presto la strada o, se non è possibile perché prima è necessario attendere le rilevazioni della polizia, sei tenuto a collocare sull’asfalto il triangolo rosso in modo da non creare pericolo per la circolazione. Se il sinistro si è verificato su una strada extraurbana devi indossare il giubbino a catarifrangenti.

Questa fase è molto importante per la raccolta delle prove che serviranno, in un momento successivo, per la richiesta di risarcimento all’assicurazione. Pertanto, è bene prendere i nomi di eventuali testimoni che hanno assistito all’incidente. Sarà opportuno scattare fotografie sia alle auto che al contesto, in modo da far venire nell’obiettivo anche la strada sotto più angolature.

Cosa fare subito dopo l’incidente con feriti
Se invece ci sono feriti, anche lievi, o il sospetto che qualcuno si possa essere fatto male bisogna necessariamente fermarsi, chiamare la polizia e attendere che questa arrivi per le verbalizzazioni. Chi non lo fa commette reato di fuga e rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni, nonché la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni. Non vale la scusa di non aver trovato dove parcheggiare l’auto o di avere particolare fretta.

Non solo. Se ci sono feriti che hanno necessità di soccorso bisogna fornire l’assistenza necessaria. Il che non significa improvvisarsi medici, ma chiamare al più presto l’ambulanza, il 118, la polizia, i carabinieri, ecc. Chi non lo fa commette il reato di omissione di soccorso stradale punito con la reclusione da uno a tre anni e con la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

La differenza tra l’omissione di soccorso e il reato di fuga è la seguente:

  • nel reato di fuga, si prescinde dallo stato di bisogno del danneggiato (per cui ci si deve sempre fermare se vi sono danni a persone);
  • nel reato di omissione di soccorso il soggetto ferito deve trovarsi in una condizione di bisogno effettivo.

Compilazione del Cid
Quanto diremo qui di seguito vale sia per gli incidenti con feriti che senza.

Se tutti i conducenti sono d’accordo nell’individuazione del responsabile del sinistro possono compilare il Cid o Cai (ossia il modulo di constatazione amichevole di incidente). Se nessuno ha una copia del modellino è comunque possibile sostituirlo con un foglio di carta in cui le parti dichiarano:

  • il luogo del sinistro:
  • l’orario;
  • le persone coinvolte (conducenti e proprietari dei veicoli);
  • estremi delle rispettive patenti e delle polizze assicurative;
  • descrizione della dinamica del sinistro;
  • indicazione dei punti di contatto tra le auto;
  • assunzione di responsabilità da parte del conducente colpevole.

Il Cid o Cai vincola le parti: nessuna delle due, infatti, può ritrattare quanto in esso dichiarato. Tuttavia, l’assicurazione non è vincolata a quanto le parti dichiarano nel Cid: diversamente, sarebbe troppo facile commettere delle frodi in danno della compagnia con l’accordo delle parti. Quindi, l’assicurazione può ritenere che il Cid non sia veritiero e rifiutare il risarcimento. Allo stesso modo, se si dovesse andare in causa, anche il giudice non deve attenersi per forza a quanto riportato sul Cid.

Auto fantasma
Chi viene danneggiato da un’auto fantasma, ma riesce a prendere gli estremi della targa può ugualmente risalire alla relativa assicurazione (recandosi al Pra o alla Motorizzazione) e chiedere il risarcimento. In caso contrario, verrà risarcito dal Fondo Garanzia Vittime della Strada a cui andrà fatta una apposita domanda con raccomandata a.r.. Ma in tal caso bisogna dimostrare l’impossibilità di aver potuto rilevare il numero di targa (lo shock del momento, una strada curviforme, l’alta velocità dell’altro conducente, ecc.). Diversamente, sarebbe facile scaricare la responsabilità di qualsiasi danno procurato alla propria macchina a un’auto fantasma inesistente.

Auto senza assicurazione
Se l’auto responsabile per l’incidente è senza assicurazione, il danneggiato viene risarcito dal Fondo Vittime della Strada a cui dovrà rivolgersi con una raccomanda a.r.

La denuncia all’assicurazione e la pratica di risarcimento
Subito dopo l’incidente, tutte le parti coinvolte devono informare la propria assicurazione. Il Codice civile stabilisce un termine di tre giorni per la denuncia all’assicurazione ma, come abbiamo già spiegato in una precedente guida, anche se si prende più tempo non ci sono conseguenze, a meno che il ritardo sia dovuto a malafede e l’assicurazione ne abbia tratto un danno.

Nel caso di sinistro con solo due auto, ciascuno degli automobilisti deve fare denuncia alla propria assicurazione. Il danneggiato otterrà il risarcimento dalla propria compagnia, mentre quello colpevole a cui sia attribuita una responsabilità superiore al 50%, si vedrà aumentare la classe di merito della rc auto di due livelli, con relativo incremento del premio annuo. Se, invece, si dovesse arrivare a un concorso di colpa al 50%, non verranno aumentate le rispettive classi di merito ma le assicurazioni pagheranno solo la metà dei danni.

Dopo la denuncia di sinistro, l’assicurazione avvia un’istruttoria volta a verificare l’effettiva responsabilità del sinistro (a prescindere da quanto dichiarato nel Cid), i danni riportati ai mezzi e dai conducenti. Per queste ultime due valutazioni viene incaricato un perito, ossia un fiduciario della stessa compagnia. Proprio a tal fine è necessario conservare tutte le spese sostenute, in particolar modo quelle mediche che saranno rimborsate alla fine della pratica.

La pratica di risarcimento danni da incidente stradale può essere affidata a un avvocato. Di solito, i legali vengono pagati dall’assicurazione con la liquidazione del sinistro, sicché il cliente non subisce un aggravio di spese. Tuttavia, il professionista può concordare in anticipo una parcella con il proprio assistito, a prescindere da quanto sarà il successivo risarcimento.

L’assicurazione ha 60 giorni per risarcire i danni alle auto e 90 giorni per i danni alle persone. Quasi mai i termini vengono rispettati alla lettera.

Se l’offerta dell’assicurazione non dovesse soddisfare, il danneggiato potrebbe trattenere l’importo a titolo di anticipo e poi agire in causa contro l’assicurazione per il residuo.

È possibile far riparare l’auto dall’officina prima di chiedere il risarcimento all’assicurazione a patto di:

  • conservare le prove dell’incidente (foto e perizie del meccanico);
  • farsi rilasciare la fattura dall’officina per i lavori svolti.

Per quanto riguarda i danni fisici, è necessario conservare il foglio di accettazione e dimissioni del pronto soccorso, con la relativa prognosi. Se il conducente dovesse avere bisogno di ulteriori controlli, dovrà farsi rilasciare altrettante attestazioni da strutture pubbliche. Una volta guarito dovrà chiedere al proprio medico curante il certificato di avvenuta guarigione che dovrà essere consegnato all’assicurazione.