ANIA, INDAGINE STATISTICA SULLE COPERTURE ASSICURATIVE PER LA RESPONSABILITÀ CIVILE MEDICA


 

L’ANIA ha recentemente pubblicato i risultati di una nuova rilevazione sulle coperture assicurative per la responsabilità civile medica, ottenuta a partire dai dati che le imprese di assicurazione hanno inviato all’IVASS (che, nello stesso periodo, ha pubblicato un Bollettino statistico dedicato) ed alla stessa Associazione, “al fine di fornire una fotografia più corretta e completa possibile circa la dimensionalità e gli andamenti tecnici propri delle coperture assicurative in questione”.

I premi affluiti nel 2016 al mercato assicurativo per coprire i rischi legati al mondo della responsabilità civile dei medici e delle strutture sanitarie (pubbliche e private) sono ammontati a oltre 590 milioni di Euro, una cifra sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo i sinistri denunciati alle compagnie sono stati 15.360, in contrazione del 19,6% rispetto al 2015. La flessione, evidenziano dall’Ufficio Studi ANIA, riflette soprattutto la più marcata tendenza delle strutture sanitarie a gestire in proprio i sinistri (ossia in autoassicurazione), soprattutto, quelli di lieve entità (per effetto dell’applicazione di franchigie e scoperti), “se non addirittura l’intero comparto della responsabilità civile medica”.

Nel complesso, il settore della responsabilità civile sanitaria “continua a essere fonte di perdita per gli assicuratori italiani, con un ammontare di risarcimenti che rimane superiore al volume dei premi incassati”.

Il mercato della responsabilità civile medica, spiegano dall’Associazione delle imprese assicurative, è molto differenziato al suo interno. Il 95% dei premi nel complesso è raccolto da tredici compagnie, sei delle quali estere, ma nel segmento delle strutture sanitarie pubbliche la composizione è fortemente sbilanciata a favore della componente estera (tre compagnie) con la presenza di un’unica compagnia italiana. In questo ultimo comparto tutte le imprese considerate si spartiscono un flusso di premi (pari a 284 milioni) che nel 2016 ha fatto registrare un incremento del 5,8% dopo anni di continue riduzioni.

Dal 2010 al 2016 la raccolta si è quasi dimezzata, da 514 a 284 milioni, riflettendo soprattutto la tendenza delle ASL ad autoassicurarsi o a limitare il ricorso all’assicuratore ai rischi più gravi. Il numero delle strutture pubbliche assicurate è passato dalle 1.400 del 2010 alle 721 del 2016.

Più equilibrata è la composizione del segmento rivolto alle strutture sanitarie private dove il 95% dei premi è ripartito fra quattro operatori nazionali sui nove complessivi. In questo caso l’ammontare dei premi totali nel periodo considerato è aumentato (da 80 a 93 milioni di Euro) sia pure con risultati molto variabili da anno in anno. Un trend positivo ha caratterizzato, infine, l’andamento della responsabilità civile del personale sanitario e medico dove i premi sono passati dai 140 milioni del 2010 ai 215 del 2016 nonostante la battuta d’arresto (-10,4%) dell’ultimo anno. Per quest’ultimo comparto, segnala ANIA, è stata infatti forte la crescita della platea degli assicurati il cui numero si è incrementato del 77% in 7 anni, dalle 172mila unità del 2010 alle 303mila unità del 2016 e sono le imprese italiane (11 su 14) a raccogliere il 95% dei premi.

Premi Rc medica per strutture e personale sanitario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: ANIA

Nel totale della responsabilità civile medica, l’importo medio dei sinistri denunciati nel 2010 è passato dai circa 31mila Euro liquidati entro un anno dalla denuncia ai 53mila Euro di quelli liquidati dopo sette anni. Gli importi per le diverse categorie di assicurati sono significativi: nel caso delle strutture sanitarie pubbliche gli importi liquidati dopo sette anni ammontano in media a 62 mila Euro, più del doppio degli importi liquidati per i sinistri che coinvolgono il personale sanitario (29mila Euro).

L’analisi ha inoltre mostrato che l’importo dei sinistri riservati di una stessa generazione più che raddoppia nel corso degli anni passando, in media, dai 32mila Euro nel primo anno dalla denuncia (per gli eventi della generazione 2010) ai circa 73mila Euro riservati dopo sette anni.

Una simile crescita degli importi dei sinistri liquidati e riservati, sottolinea l’Ufficio Studi ANIA, spiega perché il ramo della responsabilità civile medica continua a far registrare perdite agli assicuratori. Al dicembre 2016 il rapporto medio dei sinistri a premi (Loss Ratio) per le varie generazioni è risultato sempre superiore al 100% con un picco nel 2013 (133%). Soltanto per l’ultimo anno della rilevazione il Loss Ratio si è attestato al disotto della soglia di perdita tecnica (91%) ma il dato è esposto alla successiva evoluzione nel tempo dei sinistri presi in gestione. Per i sinistri di maggiore anzianità, quelli denunciati nel 2010, il Loss Ratio più elevato (176%) si registra nel comparto delle strutture sanitarie private.

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