COME CALCOLARE RISARCIMENTO INCIDENTE STRADALE


Come vengono quantificati i danni riportati a seguito di sinistro stradale: i danni all’auto e al conducente; danni economici e morali, i giorni di invalidità e il danno biologico.

Sei stato vittima di un incidente stradale: un’auto, nell’attraversare l’incrocio, non ti ha dato la precedenza e ti ha urtato contro la fiancata. L’urto ti ha fatto sbattere la testa e, benché avessi la cintura di sicurezza, hai riportato una lussazione alla spalla e un contraccolpo al collo. Il tutto facilmente guaribile nel giro di qualche settimana, ma comunque una bella rogna: non potrai andare a lavorare per almeno 7 giorni e dovrai sottoporti a cure mediche, riabilitazione e molto riposo. Poiché è conclamato il torto dell’altro automobilista, vorresti che la pratica di risarcimento all’assicurazione sia il più celere possibile in modo da darti la possibilità di riparare l’auto e pagare le spese mediche. Se poi, a tutto questo, dovesse aggiungersi un piccolo utile per te, non ti tireresti certo indietro. Il tuo avvocato ti ha già anticipato, a grandi linee, quanto potrebbe essere l’indennizzo, ma vorresti avere criteri più certi. Così ti chiedi come calcolare il risarcimento da incidente stradale. In questo articolo ti forniremo alcuni importanti chiarimenti che ti potranno essere utili per verificare se l’offerta della compagnia sia davvero congrua o valga invece la pena di affrontare una causa. Ecco dunque la risposta alle più ricorrenti domande.

Indice

1 A chi chiedere il risarcimento per l’incidente?

2 Com’è fatto il risarcimento del danno per l’incidente?

3 L’auto è da rottamare, ma il risarcimento offerto dall’assicurazione non mi consente di comprarne una nuova

4 Chi quantifica il danno all’automobile?

5 Posso riparare l’auto in attesa del risarcimento?

6 Posso pretendere che il risarcimento tenga conto della riparazione in officina autorizzata?

7 Come si calcola il danno alla persona?

7.1 Danno economico

7.2 Danno biologico permamente

7.3 Invalidità temporanea

8 Dovrò sottopormi tra un anno a un intervento: posso avere un anticipo sul risarcimento?

9 Quanto tempo c’è per chiedere il risarcimento all’assicurazione?

10 Sono obbligato ad accettare il risarcimento offerto dall’assicurazione?

A chi chiedere il risarcimento per l’incidente?

Quando l’incidente ha riguardato solo due auto, la tua e quella del responsabile, devi presentare la domanda di risarcimento alla tua assicurazione. Se l’altro automobilista non è assicurato devi fare la richiesta al Fondo di Garanzia Vittime della Strada che poi delegherà un’assicurazione vicina alla tua residenza per gestire materialmente la pratica di risarcimento.

Se nell’incidente stradale sono rimaste coinvolte più auto con un tamponamento a catena, devi invece rivolgerti all’assicurazione dell’auto responsabile del sinistro.

Com’è fatto il risarcimento del danno per l’incidente?

Quando l’assicurazione propone una somma come risarcimento per l’incidente stradale, la divide in due voci:

danni al mezzo: comprende i soldi necessari a riparare la macchina danneggiata dall’incidente. Si valuta l’auto al momento del sinistro: per cui, se il danno è superiore al valore economico residuo del mezzo, il proprietario ottiene un risarcimento limitato a tale importo;

danni alla persona (conducente): comprende il danno patrimoniale, per le spese mediche, fisioterapia, cure varie affrontare o da affrontare, e il danno non patrimoniale costituito dal danno biologico e dai giorni di invalidità totali o parziali. Vedremo a breve come si calcolano.

L’auto è da rottamare, ma il risarcimento offerto dall’assicurazione non mi consente di comprarne una nuova

Come abbiamo appena detto, l’assicurazione offre un risarcimento sulla base del valore dell’automobile al momento del sinistro. Per cui, se il danno è superiore al valore del rottame, l’automobilista rimane fregato. Sono numerosi i giudici che ritengono legittimo questo modo di operare delle assicurazioni, per cui sarebbe rischioso fare una causa. In questo caso il danneggiato dovrà accontentarsi di un risarcimento ridotto e, per l’acquisto di un’auto nuova, dovrà attingere dal proprio portafoglio.

Chi quantifica il danno all’automobile?

A meno che il danno non sia minimo e irrisorio (si pensi a uno specchietto retrovisore o a una striscia sulla fiancata), l’assicurazione delega un proprio perito fiduciario per valutare l’entità del danno. Questo presenta una perizia e l’assicurazione, sulla base di tale valutazione, offre all’automobilista il risarcimento per il danno al mezzo. Poiché molto spesso le offerte delle assicurazioni tendono al ribasso rispetto all’effettivo costo della riparazione, (oppure considerano la riparazione da fare “in economia”), l’automobilista ha la possibilità di controdedurre presentando ad esempio una fattura o un preventivo del proprio carrozziere che riconosce un danno superiore.

Posso riparare l’auto in attesa del risarcimento?

Assolutamente sì anche se è preferibile attendere prima la perizia del consulente dell’assicurazione. Se però il perito dell’assicurazione non ha ancora visionato il mezzo, è importante effettuare numerose fotografie sull’auto, nella parte incidentata, in modo da favorire la quantificazione del danno. Se l’auto ha subito danni alle parti elettriche e/o meccaniche sarà bene farsi rilasciare un’attestazione dal proprio meccanico degli interventi eseguiti e dei pezzi di ricambio acquistati, oltre ovviamente alla fattura.

Posso pretendere che il risarcimento tenga conto della riparazione in officina autorizzata?

Di solito, se l’auto è ancora in garanzia, il risarcimento tiene conto del preventivo per la riparazione presso un’officina autorizzata dalla casa madre. Diversamente, l’assicurazione offre l’indennizzo sulla base della media dei prezzi delle varie officine. Per cui se l’automobilista vuol far riparare la macchina alla concessionaria dove ha acquistato il mezzo dovrà rimetterci di tasca propria.

Come si calcola il danno alla persona?

Anche in questo caso l’assicurazione incarica un fiduciario per valutare le lesioni riportate dal danneggiato. Questi dovrà presentare il certificato di pronto soccorso (estremamente importante), tutti i certificati delle successive visite mediche, le ricevute per le medicine e le cure eseguite.

Al momento del sinistro, l’automobilista si fa rilasciare un referto medico dal pronto soccorso in cui sono indicati i giorni di prognosi. Questi valgono ai fini del risarcimento: tanto maggiori sono, tanto più alto sarà il risarcimento per come a breve si dirà. All’esito dei giorni di prognosi indicati dal certificato del pronto soccorso, l’automobilista, qualora non completamente guarito, potrà farsi riconoscere altri giorni di prognosi da una struttura pubblica. I certificati del medico di famiglia non hanno valore.

All’esito della guarigione il medico di famiglia potrà emettere un certificato di avvenuta guarigione.

Il danno che viene risarcito dall’assicurazione è di quattro tipi: danno economico, danno biologico permanente, invalidità temporanea, danno morale. Vediamo come funziona.

Danno economico

Il danno economico comprende tutte le spese affrontate a causa dell’incidente: cure, farmaci, visite, indagini strumentali (risonanze, tac, raggi, ecc.). In più comprende il danno da «lucro cessante» ossia quello per il mancato guadagno a causa della cessazione dell’attività lavorativa: in questo caso è più difficile dare dimostrazione del pregiudizio, dovendosi provare che, a causa della malattia, si è guadagnato di meno.

Nel danno subito da circolazione stradale oltre al riconoscimento dell’invalidità permanente va riconosciuto anche il danno da perdita di chances in relazioni a futuri lavori anche nel caso in cui la vittima sia disoccupata. Secondo la Cassazione, in un sinistro stradale, il danno patrimoniale non può essere escluso perché la vittima era disoccupata e lo stesso vale anche per il mancato riconoscimento del danno da perdita di chance. «Nei casi in cui l’elevata percentuale di invalidità permanente rende altamente probabile – scrive la Cassazione -, se non addirittura certa, la menomazione della capacità lavorativa specifica ed il danno che necessariamente da essa consegue, il giudice può procedere all’accertamento presuntivo della predetta perdita patrimoniale, liquidando questa specifica voce di danno con criteri equitativi».

Danno biologico permanente

Le lesioni riportate con l’incidente vengono quantificate sulla base di apposite tabelle (in attesa delle tabelle nazionali si considerano quelle del tribunale di Milano). Il risarcimento è parametrato sulla base di due variabili:

la percentuale di danno biologico riconosciuta dall’assicurazione: tanto più è alta, tanto maggiore è il risarcimento;

l’età del danneggiato: tanto più è anziano, tanto minore è il risarcimento. A parità di danno, quindi, un giovane viene risarcito di più poiché è maggiore l’aspettativa di vita e, quindi, il tempo che dovrà convivere con la menomazione fisica riportata.

Le le tabelle del danno biologico offrono un indice standard di liquidazione, ma è possibile un aumento percentuale “personalizzato” sino al 30% in base alla peculiarità del caso concreto e al danno arrecato alla vita di relazione del soggetto.

Invalidità temporanea

Per ogni giorno in cui il danneggiato è rimasto “fermo” o limitato nei movimenti per via del risarcimento scatta un risarcimento. Si considerano le seguenti voci:

giorni di invalidità totale: sono quelli in cui il danneggiato è stato a letto e non si è potuto muovere;

giorni di invalidità parziale al 75%: sono quelli in cui, pur potendosi alzare dal letto, ogni altra attività è stata pregiudicata (ad esempio se il danneggiato si alternava tra letto, poltrona e tavolo da pranzo);

giorni di invalidità parziale al 50%: sono quelli in cui il danneggiato ha iniziato a muoversi, a camminare ed eventualmente a svolgere una blanda attività lavorativa;

giorni di invalidità parziale al 25%: qui la guarigione è prossima.

Per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta (al 100%)  vengono risarciti 46,29 euro (dati aggiornati a giugno 2015). Per ogni giorno di inabilità temporanea non assoluta viene risarcita una percentuale pari a quella dell’inabilità. Ad esempio:

un giorno di inabilità temporanea al 50% verrà risarcito con 23,15 euro (il 50% di 46,29).

un giorno di I.T. al 75% verrà risarcito con 34,72 euro (il 75% di 46,29).

dieci giorni di I.T. al 25% verranno risarciti con 115,72 euro (il 25% di 46,29 moltiplicato per 10 giorni).

dieci giorni di I.T. assoluta verranno risarciti con 462,90 euro (46,29 moltiplicato per 10 giorni).

Dovrò sottopormi tra un anno a un intervento: posso avere un anticipo sul risarcimento?

Spesso succede che il danno subito sia guaribile nel corso di un tempo dilatato: si pensi alla persona che debba subire più incidenti. In tal caso si può ottenere un acconto dall’assicurazione in attesa della liquidazione finale che avverrà a guarigione completa. Solo in questo momento è infatti possibile quantificare esattamente i danni subiti.

Quanto tempo c’è per chiedere il risarcimento all’assicurazione?

Il termine di prescrizione per la richiesta di risarcimento all’assicurazione è di due anni dal giorno dell’incidente. Tuttavia la prescrizione può essere interrotta con l’invio di una lettera di diffida all’assicurazione in cui si rinnova la richiesta di indennizzo. La prescrizione, in tal caso, viene interrotta e ricomincia a decorrere dal giorno dopo il ricevimento della raccomandata.

Sono obbligato ad accettare il risarcimento offerto dall’assicurazione?

L’assicurazione propone una somma a saldo e stralcio di ogni tua richiesta di risarcimento. Sei libero di accettarla e di rinunciare a ogni ulteriore pretesa (in tal caso non potrai più fare causa all’assicurazione) oppure di trattenerla con riserva di agire in tribunale per il residuo credito che ritieni di vantare. In quest’ultimo caso, dopo aver incassato i soldi del risarcimento, potrai avviare un giudizio con il tuo avvocato. Naturalmente l’atto di accettazione della somma dovrà chiarire che ritieni il risarcimento offertoti come solo un acconto del maggior importo che invece ti è dovuto.